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Giacomo Mori (1810 -1861)
INTRODUZIONE, ANDANTE E TEMA SULLA STRANIERA DI BELLINI
per oboe e orchestra

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Giacomo Mori (1810 - 1861)

INTRODUZIONE, ANDANTE E TEMA CON VARIAZIONI SOPRA UN MOTIVO DELLA STRANIERA DI BELLINI CON ACCOMPAGNAMENTO DI GRAND’ORCHESTRA OP. 3A
per oboe e orchestra

 

Collana: Solo di Concerto, SDC.12
Curatore: Gabriele Mendolicchio
Anno edizione: 2017
Rilegatura: spillatura
N. Catalogo:
V. 454 M.
ISMN:
979-0-52015-453-6

Giacomo Mori (Parma, 27 novembre 1810 – ivi, 18 gennaio 1861) figlio d’arte di Pasquale, professore di corno da caccia presso la Ducale Orchestra di Parma, studiò oboe presso la Regia Scuola di Musica con Gaetano Beccali (1775-1845) e clarinetto con Francesco Guareschi (1780-1852). Il titolo completo sul frontespizio della partitura recita: Introduzione, Andante e Tema con variazioni per oboe solo sopra un motivo della Straniera  di Bellini con accompto di Grand’Orchstra di Giacomo Mori op. 3a. Il particolare interesse di quest’opera, come scrive Fausto Pedretti, è nell’ipotizzare una “forte presenza verdiana” all'interno della scrittura musicale: Verdi e Mori si conoscevano almeno dal 1834. Il 2 dicembre di quell'anno, il musicista dell’orchestra Ducale di Parma suonò in un’accademia a Busseto, eseguita nella casa di Antonio Barezzi, mentre, poco dopo un mese, il 14 novembre il giovane Verdi sarà al Teatro Ducale di Parma dove Paganini si esibiva in un’accademia di beneficenza.  Il 10 gennaio 1837 Verdi scriveva a Mori: ti rimetto le variazioni di Müller. Quanto tempo! Quanta fatica! Non avresti fatto meglio a scrivere delle variazioni sopra un bel tema cantabile di Bellini e mandarmele che io te le avrei istromentate?…Fa dunque a mio modo scrivi delle variazioni sopra un Tema di Bellini senza introduzioni, e senza coda, e mandamele che io farò tutto; Segretezza, e tutto anderà bene. Addio. Sono di fretta. 
                

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